Come prepararsi ad affrontare le prove della maturità 2019. I consigli della psicologa

Le prove della maturità 2019 sono alle porte e, come per ogni esame da superare che si rispetti, ansia e stress sono dietro la porta.

Soprattutto se, a seguito di quanto riportato dal Miur lo scorso 4 ottobre, sono state introdotte diverse novità che possono aver generato tensione tra gli studenti.

à Leggi qui il nostro articolo sullo svolgimento della maturità 2019

In particolare, l’incertezza e il cambiamento possono aver influito sull’aspetto psicologico dei maturandi e, a tale proposito, abbiamo ascoltato il parere di un’esperta, la dott.ssa Brigida Bianco, con la quale abbiamo analizzato la fase di preparazione agli esami.

In riferimento alla nuove prove di maturità 2019, nel corso dell’anno scolastico gli studenti hanno potuto vivere un primo approccio con i cambiamenti dettati dalla riforma, attraverso delle simulazioni della prima prova e della seconda. Questo è servito, secondo lei, a rallentare la tensione in virtù delle novità annunciate?

«Per i ragazzi credo sia stata un’esperienza per affrontare in maniera più tranquilla quella che sarà la prova finale. Le simulazioni sono un po’ come le prove I nvalsi, in cui i ragazzi si mettono in discussione, senza ansia, perché non c’è innanzitutto l’esporsi in prima persona. Le prove si svolgono in aula insieme agli altri, quindi il senso di appartenenza e di condivisione va a migliorare lo stato emotivo del singolo alunno».  

Come affrontare nel modo giusto questi cambiamenti?

«Il cambiamento come in tutte le cose della vita, un po’ ci spaventa, in particolar modo i ragazzi, perché non hanno un bagaglio esperienziale che può avere un adulto. Un cambiamento del genere potrebbe essere vissuto da un ragazzo come una sfida o come un momento critico di grande crisi, di grande disagio. La tensione potrebbe aiutare a superare le prove e i cambiamenti. Il cambiamento spesso crea tensione, la tensione con la quale poi si affrontano le prove può essere funzionale o meno. Tanta tensione e ansia per una prova non aiuta i ragazzi a dare il massimo. Una tensione sufficiente e funzionale è quella utile per affrontare una prova. L’ansia, ad esempio, non aiuta e non motiva una persona. Ci sono vari meccanismi di difesa che un mette in atto, come il prendere le distanze da una prova per non sentire la paura, oppure lasciarsi prendere dall’ansia. La giusta reazione per affrontare qualsiasi tipo di cambiamento, in questo caso la maturità 2019, sta nel fatto, come dicevo prima di vivere il tutto con una tensione funzionale e mantenere la giusta di distanza da quello che stiamo affrontando».

Cosa fare e cosa non, per prepararsi ad affrontare al meglio le prove?

«L’ideale sarebbe studiare costantemente durante l’anno, cosa che per la maggior parte dei casi non è né realizzabile e neanche umano. Molto spesso ci impegniamo di più in una cosa, altre volte di meno. Diamo il meglio nelle cose, nel nostro caso materie che ci piacciono particolarmente, mentre in quelle che apprezziamo di meno, impieghiamo più fatica a capirle. Lo studio costante sarebbe la situazione ottimale per la preparazione all’esame di Stato, al contrario se si studia alla fine, il voler immagazzinare tutto quello che non si è fatto nel corso dell’anno, questa cosa potrebbe provocare una grande ansia da prestazione, non aiutandoci ad affrontare al meglio la prova. Bisogna pertanto fare uno studio e fermare quei concetti che sono il nucleo della situazione, di quello che si sta facendo e che aiutano a fare anche degli agganci, quindi uno studio non mnemonico ma logico. Le cose che apprendiamo attraverso la logica e l’intuizione, rimangono sedimentate, inoltre questo metodo di studio e apprendimento aiuta a costruire e mettere in piedi, un pensiero critico, perché siamo padroni di quello che abbiamo immagazzinato. Lo studiare alla fine per la maggior parte è come riempire un sacchetto, per poi svuotarlo e alla fine non rimane nulla».

Quanto è importante l’alimentazione per chi deve sostenere un esame?

«Spesso ci troviamo di fronte ragazzi che studiano e mangiano per riempire quei vuoti che hanno di insicurezza nello studio, oppure altri che hanno bisogno di una certa carica, esagerando con la caffeina. Una dieta equilibrata, ricca di alimenti poco calorici, vitamine, proteine, fibre e pochi carboidrati, risulta essere molto efficace per chi deve sottoporsi ad una prova. Per studiare e prepararsi all’esame bisogna essere in forma, ma bisogna anche prendere le giuste distanze dallo studio. Dopo aver studiato è fondamentale, prendersi delle pause, dedicarsi ad altre attività come la palestra o una qualsiasi forma di relax, che ci fa staccare. Perché dopo aver imparato delle cose, prendere delle distanze equivale a memorizzare meglio quello che si è appreso precedentemente».

 

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