La didattica dell’inclusione per affrontare la dispersione scolastica

Nonostante gli sforzi delle istituzioni scolastiche promossi a livello sia istituzionale  che comunitario, la dispersione e l’abbandono scolastico sono tematiche ancora molto attuali. Si tratta di due fenomeni differenti che condividono l’uscita, in un caso temporanea, nell’altro definitiva, dall’istituzione scolastica.

Nel caso della dispersione, ci si riferisce a processi che determinano rallentamenti, ritardi e interruzioni dell’iter formativo; un fenomeno complesso le cui cause si possono ricondurre all’ambiente sociale, culturale, familiare ed economico.

Prevenzione ed intervento. Le strategie contro la dispersione scolastica

Cosa possono fare gli insegnanti per arginare l’allontanamento dalla scuola?
Indubbiamente l’attività pedagogica può svolgere un ruolo fondamentale;
una buona attività di prevenzione consiste nello svolgere azioni in grado di guidare i giovani nelle fasi dell’apprendimento, soprattutto quelli in maggiore difficoltà economica e sociale.  
In ogni caso l’intervento deve essere precoce e tempestivo, verificando per esempio il numero di assenze ingiustificate, i voti insufficienti ed ovviamente cercando di comprenderne le motivazioni.

Dare a tutti la possibilità di tornare a scuola. La compensazione
In ogni caso,  a prescindere dalle motivazioni, tutti gli ex studenti devono essere messi nelle condizioni di riprendere gli studi offrendo metodi didattici personalizzati e più flessibili.
L’obiettivo è la promozione un atteggiamento positivo, nei confronti dello studio e del proprio percorso di formazione.

La creazione di un rapporto costruttivo e fertile tra insegnanti e studenti è senza dubbio fondamentale, ma l’impegno della scuola e dei docenti deve essere iscritto in un processo più ampio rappresentato dalle nuove frontiere della didattica dell’inclusione.

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